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Climate change e mobilità sostenibile

I cambiamenti climatici negli ultimi 10 anni

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), i segni fisici dei cambiamenti climatici e gli impatti sul nostro pianeta hanno raggiunto un crescendo negli ultimi anni, che sono stati i più caldi mai registrati. Oggi, i livelli di anidride carbonica sono circa il 26% più alti rispetto al 1970, mentre la temperatura media globale è aumentata di 0,86°C da allora, ed è più calda di 1,1°C rispetto all’era preindustriale. Oltre all’aumento della temperatura, i cambiamenti climatici negli ultimi 10 anni hanno portato all’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, all’innalzamento del livello dei mari, alla diminuzione del ghiaccio marino artico ed antartico, oltre che ad una continua perdita di massa di ghiaccio nei ghiacciai nella Groenlandia e nelle calotte glaciali antartiche e la chiara tendenza alla riduzione nella copertura nevosa primaverile dell’emisfero settentrionale.

Emissioni fuori controllo
A proposito del surriscaldamento globale, se l’aumento medio della temperatura di 1°C non spaventa è sicuramente più d’impatto la spiegazione che per arrivare a questa cifra è come se esplodessero 400 mila bombe atomiche al giorno. Le prospettive per fine secolo, se le cose continuano così, sono pari ad un aumento di 2,9°C con conseguenze catastrofiche incalcolabili.

Una mobilità a zero emissioni
Rendere sostenibile l’intero settore trasporti è la vera sfida della lotta ai cambiamenti climatici. In Italia è il settore il cui impatto è sempre più drammatico e in Europa le emissioni climalteranti legate alla mobilità pesano per il 30,4% su quelle totali. Nello specifico, il 71,1% derivano dal trasporto su strada, il 13,9% dalla navigazione, il 12,7% dal trasporto aereo e l’1,5% da quello ferroviario. Questi numeri danno un’idea chiara di quelle che devono essere le priorità in tema di mobilità sostenibile: dallo stop immediato ai falsi biocarburanti (come il biodiesel), all’azzeramento dei veicoli inquinanti a 4 o 2 ruote. Senza tralasciare l’urgente bisogno di forti politiche di sviluppo della mobilità elettrica, tra cui servizi in condivisione e mezzi di micromobilità alimentati da fonti 100% rinnovabili.

Il futuro della mobilità
Le auto elettriche rimangono l’alternativa meno impattante per il Pianeta, tanto che già oggi possono assicurare un carbon footprint tra il 20 e il 27% in meno rispetto alle vetture a combustione.

Seguono le ibride, che vedono un LCA leggermente più impattante rispetto alle elettriche, ma decisamente inferiore rispetto ai veicoli convenzionali, soprattutto se si scelgono ibride plug-in. In ogni caso, se il parco auto italiano fosse composto dall’80% di veicoli elettrici e dal 20% di vetture ibride, si potrebbero ridurre anche del 70% le emissioni di gas serra dovute ai trasporti.

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